Performance di Andrea Bianconi, a New York

Nel marzo del 2013, in occasione di una conferenza dedicata alla presentazione di un nostro libro sul collezionismo, che abbiamo tenuto all’Istituto Italiano di Cultura di New York, abbiamo commissionato una performance all’artista italiano Andrea Bianconi.

Romance, la performance di Andrea Bianconi, è un video che illustra un segmento del flusso di coscienza dell’artista. Il video contiene una rapidissima sequenza di immagini che rivelano i suoi pensieri, così come appaiono nella sua mente. Parole e immagini si susseguono senza sosta. Vi è una continua relazione tra ogni parola, così come ogni immagine è collegata alla successiva. Ma il significato è misterioso, incomprensibile.

Il lavoro di Bianconi non ha inizio né fine, ma piuttosto è una narrazione circolare che indica un discorso-corso attraversato da una catena infinita di surplus, vuoto, lapsus. Romance è una miscela di costruzione e decostruzione, di apertura e chiusura, di intimità e di estroversione. Una catena infinita di associazioni.

Romance è una performance e un film di animazione, che allude al “cinema mentale” di Italo Calvino. È una ricerca delle “tracce di qualcosa che potrebbe anche non esserci”. Nelle performance l’artista è immobile. Il video è proiettato sulla sua faccia. “Il cinema mentale”, scrive Calvino in Lezioni Americane, “è sempre al lavoro in ognuno di noi e lo è sempre stato, anche prima dell’invenzione del cinema. Non smette mai di proiettare immagini davanti agli occhi della mente”.

Un flusso di immagini che rappresenta efficacemente, d’altra parte, il percorso di ogni collezionista, che dal mare dell’arte contemporanea deve sapere estrarre ed isolare le immagini da raccogliere per raccontare una sua storia.